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QUINTO: NON UCCIDERE. LE PAROLE DEL CRISTO

April 16, 2008

Tratto da: Promiseland.it 
 
 
QUINTO: NON UCCIDERE. LE PAROLE DEL CRISTO 
 
"Maledetto colui che con l'astuzia ferisce e distrugge le 
creature di Dio! Sì, maledetti i cacciatori, perché saranno 
cacciati, e per mano di uomini indegni riceveranno la 
stessa misericordia che hanno mostrato alle loro prede 
innocenti, la stessa!" 
 
Gesù di Nazareth (dalle pergamene del Mar Morto) 
 
Il Quinto Comandamento, "Non Uccidere", è essenziale nel 
discorso da noi intrapreso. 
 
 
 
 
Pur essendo un comandamento semplice e diretto, raramente 
viene preso alla lettera. L'ebraico letterale dell'Esodo 
20.13, che lo presenta, dice "lo tirtzach". Secondo Reuben 
Alcalay, il termine tirtzachsi riferisce a "qualsiasi 
genere di uccisione". La traduzione esatta, quindi, ci 
chiede di astenerci in toto dall'uccidere. E' indubbio che 
un animale sia un essere vivente: nasce, cresce, si 
mantiene, si riproduce, invecchia e infine muore. Ciò che 
ha vita può essere ucciso, e uccidere vuol dire trasgredire 
un comandamento sacro quanto gli altri: "Perché Colui che 
ha detto "non commettere adulterio" ha detto anche "non 
uccidere". Ora se tu non commetti adulterio, e tuttavia 
uccidi, diventi un trasgressore della legge" (Giacomo 2. 
10, 11.) 
 
Il Vecchio Testamento contiene molte affermazioni a 
sostegno del vegetarianesimo. Si potrà obiettare che i 
cristiani non necessariamente accettano la Vecchia Legge, 
ma seguono il Nuovo Testamento. Gesù in persona, però, ha 
detto di fare diversamente: "Non pensate che io sia venuto 
ad abolire la legge, o i profeti: non sono venuto a 
distruggere ma a portare a compimento. In verità vi dico, 
finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà 
neppure uno iota o un segno della legge, senza che tutto 
sia compiuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi 
precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare 
altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. 
Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà 
considerato grande nel regno dei cieli." (Matteo 5. 17, 
19). 
 
Forse la ragione principale per cui un cristiano 
"trasgredirebbe la legge", nonostante l'ingiunzione biblica 
di astenersi dall'uccidere, è la credenza ampiamente 
diffusa che Gesù fosse carnivoro. Tuttavia Gesù era 
conosciuto come "Principe della Pace", e i suoi 
insegnamenti difficilmente si conciliano con l'uccisione 
degli animali. Tuttavia, il Nuovo Testamento più e più 
volte cita esempi di Gesù che chiedeva carne, una realtà 
che i mangiatori di carne hanno adottato come sanzione 
della loro scelta alimentare. Uno studio del greco 
originale del testo, però, rivela che Gesù non chiedeva 
veramente "Carne". 
 
Sebbene la traduzione inglese del Vangelo menzioni "la 
carne" diciannove volte, i termini originali si traducono 
più correttamente con "cibo": broma = "cibo" (usato quattro 
volte); brosimos = "ciò che si può mangiare" (usato una 
volta); brosis = "cibo, o l'atto del mangiare" (usato 
quattro volte); prosphagion = "qualsiasi cosa da mangiare" 
(usato una volta); trophe = "nutrimento" (usato sei volte); 
phago = "mangiare" (usato tre volte). 
 
Così "Avete della carne?" (Giovanni 21. 5) si dovrebbe 
leggere: "Avete qualcosa da mangiare?" E quando il Vangelo 
dice che i discepoli andarono a comprare carne (Giovanni 4. 
8), una traduzione più letterale direbbe semplicemente che 
andarono a comprare "da mangiare". In tutti i casi il greco 
originale parla di "cibo" in generale e non necessariamente 
di "carne". Il problema allora si sposta 
sull'interpretazione del materiale originale, sulle 
traduzioni e, a volte, sulle cattive traduzioni. Alcune 
traduzioni inesatte della Bibbia ("Mare Rosso" al posto di 
"Mare dei Canneti") sono irrilevanti o perfino divertenti. 
Altre invece hanno conseguenze rilevanti, e nei casi in cui 
una versione inesatta è stata tramandata nei secoli, la 
troviamo a far parte integrante del canone della Bibbia. Se 
però analizziamo il contesto generale e il tenore di vita 
di Gesù, diventa difficile, se non impossibile, 
riconciliare la scelta di mangiare carne con la fede 
cristiana. 
 
I cristiani carnivori lanciano una sfida: "Se la Bibbia 
incoraggia il vegetarianesimo, che cosa dite del miracolo 
dei pani e dei pesci?" 
 
Alcuni studiosi della Bibbia, tenendo conto della natura 
misericordiosa di Gesù, suggeriscono che i "pesci" fossero 
una sorta di polpette, un tipo di cibo diffuso ancora oggi, 
fatto con una pianta marina conosciuta come pianta del 
pesce, che cresce in Oriente. Queste tenere piante marine 
vengono seccate al sole, poi ridotte in farina in un 
mortaio e infine cotte al forno come polpette. Nell'antica 
Babilonia le polpette di piante del pesce erano parte 
integrante dell'alimentazione, e molti giapponesi le 
considerano ancora oggi una delizia del palato. I musulmani 
le raccomandavano nell'alimentazione dei fedeli e, il punto 
più importante, erano un alimento noto ai tempi di Gesù. 
Esiste poi una considerazione di carattere pratico: nella 
cesta del pane era più probabile che si conservassero 
polpette cotte al forno piuttosto che pesce crudo, 
destinato in quel clima caldo ad andare a male molto 
rapidamente, rovinando qualsiasi altro cibo contenuto nella 
cesta. 
 
E' anche possibile che "pane e pesci" avesse un significato 
simbolico piuttosto che letterale, precedente non insolito 
nelle scritture sacre. Il pane è un simbolo cristiano del 
corpo di Cristo, o Sostanza Divina, e "pesce" era una 
parola in codice della Chiesa antica, quando i primi 
cristiani dovevano nascondere la propria identità per 
sfuggire alle persecuzioni. Ancora più importante, nei 
primi manoscritti del Vangelo non si fa menzione del pesce; 
il miracolo è descritto come pane e frutta. 
 
La prima edizione del Nuovo Testamento a menzionare il 
pesce come parte del miracolo è il Codex Sinaiticus. 
 
Nonostante tutto, ci sono alcuni che non riescono a 
prescindere dall'esempio tradizionale dei pani e dei pesci. 
A tali persone va fatto osservare che, se pure Gesù mangiò 
del pesce, egli non diede agli altri alcuna dispensa di 
fare altrettanto in suo nome. 
 
 
L'agnello pasquale 
 
L'agnello pasquale rappresenta un problema per i cristiani 
vegetariani. L'Ultima Cena è stata una Pasqua ebraica che 
Gesù e gli Apostoli hanno celebrato banchettando con la 
carne di un agnello? 
 
I primi tre vangeli dicono che l'Ultima Cena era la cena 
della Pasqua ebraica, indicando così implicitamente che 
Gesù e suoi seguaci mangiarono l'agnello pasquale (Matteo 
26. 17, Marco 16. 16, Luca 22. 13). Giovanni invece dice 
che l'Ultima Cena ebbe luogo prima: "Ora, prima della festa 
del passaggio (la Pasqua ebraica), Gesù, sapendo che era 
giunta la sua ora... si alzò da tavola e lasciò cadere i 
suoi vestiti, e prese un asciugamano e con esso si cinse la 
vita." (Giovanni 13. 1-4). Se la sequenza temporale è stata 
diversa, allora l'Ultima Cena non è stata un banchetto di 
Pasqua. 
 
Nel libro Why Kill For Food?, lo storico inglese Geoffrey 
Rudd analizza la questione dell'agnello pasquale nel modo 
seguente. L'Ultima Cena ebbe luogo un giovedì sera; la 
crocifissione, il giorno immediatamente successivo: 
venerdì. 
 
Tuttavia, dal punto di vista ebraico, i due eventi 
avvennero lo stesso giorno, dato che la giornata ebraica 
comincia al tramonto della sera precedente. E' naturale che 
questo abbia generato una certa confusione. Le capitolo 19 
del suo vangelo, Giovanni dice che la crocifissione ebbe 
luogo il giorno della preparazione della Pasqua, che 
sarebbe il giovedì. Più avanti, nel verso 31, afferma che 
il corpo di Gesù non fu lasciato sulla croce perché "il 
giorno del Sabbath era un giorno sacro". In altre parole, 
la Pasqua ebraica, che cade di Sabbath, cominciò al 
tramonto di quel venerdì, dopo la crocifissione. 
 
Sebbene i primi tre vangeli contraddicano la versione di 
Giovanni, che la maggioranza degli studiosi della Bibbia 
considera un resoconto accurato, in altri punti la 
confermano. In Matteo 26. 5, per esempio, i sacerdoti 
dicono che non uccideranno Gesù durante la festa "perché 
potrebbe nascere un tumulto tra la gente". D'altra parte, 
lo stesso vangelo di Matteo in un altro punto colloca 
L'Ultima Cena e la Crocifissione nel giorno della Pasqua. 
Bisogna notare, inoltre, che in accordo all'usanza 
talmudica era impensabile celebrare processi ed esecuzioni 
nei primi, i più sacri, giorno della Pasqua. 
 
Poiché la Pasqua è altrettanto sacra del Sabbath, se fosse 
stata già cominciata gli ebrei non avrebbero certo avuto 
armi addosso (Marco 14. 43, 47), né avrebbero acquistato 
lino e spezie per la sepoltura (Marco 15. 46, Luca 23. 56). 
Infine, la fretta con cui i discepoli misero Gesù nella 
tomba conferma il loro desiderio che il suo corpo fosse 
tolto dalla croce prima che cominciasse la Pasqua. 
 
In realtà, dell'agnello si nota soprattutto l'assenza: non 
viene mai neppure menzionato in relazione all'Ultima Cena. 
 
Tutte le coincidenze indicano che l'Ultima Cena non fu un 
banchetto pasquale con l'agnello tradizionale, ma piuttosto 
una "cena d'addio" che Gesù condivise con i suoi discepoli. 
 
Lo scomparso rev. Charles Gore, vescovo di Oxford, lo 
conferma: "Dobbiamo ammettere che Giovanni ha ragione 
quando corregge Marco riguardo alla natura dell'Ultima 
Cena. Non si trattò di un banchetto di Pasqua, ma di una 
cena d'addio che Egli celebrò con i Suoi discepoli. 
Inoltre, le descrizioni della cena non corrispondono al 
cerimoniale della cena di Pasqua." 
 
 
Conclusione 
 
In base alle traduzioni letterali dei primi testi 
cristiani, non esiste circostanza in cui il mangiare carne 
sia ammesso oppure accettato. 
 
Le successive giustificazioni cristiane del mangiare carne 
si basano su traduzioni inesatte o su interpretazioni 
letterali del simbolismo cristiano del tutto soggettive. 
 
I primi Padri e le prime sette cristiane praticavano uno 
stretto vegetarianesimo. Così, l'insigne ordine dei 
Francescani, per esempio, celebrava l'unita della creazione 
sottolineandone l'origine comune. "Quando San Francesco 
considerava la fonte primordiale di tutte le cose - 
scriveva San Bonaventura - si sentiva colmo di ancora più 
abbondante pietà, e chiamava le creature, anche le più 
piccole, con il nome di fratello o sorella, perché sapeva 
che venivano dalla stessa fonte da cui anche lui veniva." 
 
Un pensiero assai coerente. 
 
 
 
 
 
LE PERGAMENE DEL MAR MORTO 
 
"E la carne degli animali, uccisi nel suo corpo, diventerà 
la sua stessa tomba. Perché in verità vi dico, colui che 
uccide, uccide se stesso, e coloro che mangiano la carne 
degli animali uccisi, mangiano il corpo della morte." 
 
Vangelo Esseno della pace 
 
Questa parte è dedicata a quello che oggi potrebbe sembrare 
una forma di cristianesimo "radicale", basato sulle 
Pergamene del Mar Morto e su altre recenti scoperte 
dell'era cristiana. Questo capitolo non si propone di 
decidere se accettare o rifiutare le Pergamene del Mar 
Morto, Nag Hammadi o altri documenti di collocazione 
incerta. Il fine è scoprire quanto questi antichi documenti 
possano illuminarci sul ruolo del vegetarianesimo nella 
tradizione cristiana. 
 
Il presente capitolo dà per assunto che la Bibbia sia stata 
manipolata. Infatti, molti studiosi affermano che al 
Concilio di Nicea (352 d. C.) sacerdoti e politici 
alterarono radicalmente i documenti cristiani originali, 
con omissioni e interpolazioni, per renderli accettabili 
all'imperatore Costantino che, a quei tempi, si opponeva 
ferocemente alle sacre scritture. Il loro scopo era 
convertire Costantino al cristianesimo e far così assurgere 
la loro religione a culto ufficiale dell'Impero Romano. 
"Alcuni non sanno - ha scritto Archdeacon Wilderforce - 
che, dopo il Concilio di Nicea, i manoscritti del Nuovo 
Testamento erano stati considerevolmente manomessi. 
 
Il professor Nestle, spiega che le autorità ecclesiastiche 
nominarono degli studiosi particolari, detti "correttori", 
ai quali fu commissionato di correggere il testo delle 
scritture sacre nell'interesse dell'ortodossia. Analizzando 
questo punto nella prefazione della sua traduzione di The 
Gospel Of The Holy Twelve, il rev. Gideon Jasper Richard 
Ousley dice: "I correttori eliminarono dai Vangeli, con 
accurata minuzia, certi insegnamenti di nostro Signore che 
non si proponevano di seguire, specificatamente quelli 
contro il mangiare carne e il bere bevande forti." 
 
 
 
 
 
Gli antichi testi 
 
Le Pergamene del Mar Morto, manoscritti biblici che 
risalgono all'inizio dell'era cristiana, furono scoperte 
nel 1947 e depongono a favore della tesi che la Bibbia sia 
stata alterata, soprattutto per quando riguarda alcune 
regole come il mangiare carne. Il valore di queste 
pergamene consiste nella probabilità che si tratti di 
manoscritti autentici, inalterati che risalgono al tempo di 
Gesù. Gli unici manoscritti originali del Nuovo Testamento 
risalgono al IV secolo (i più antichi), e sono solo copie 
di copie. Ed è innegabile che i testi del Mar Morto 
contengano sottili, ma significative differenze rispetto ai 
manoscritti originali. 
 
Alcuni storici respingono questi ritrovamenti archeologici, 
altri vi ripongono tutta la loro fiducia. Tra questi Martin 
Larson, Edmond B. Szekely, Millar Burrows, G. J. Ousley, 
John M. Allegro e Frank J. Muccie hanno dato un contributo 
sostanziale alla riscoperta di antichi testi cristiani. 
 
Ousely, per esempio, ha redatto la traduzione di quelle che 
dovrebbero essere le spiegazioni dei Vangeli originali, 
conservati da membri della comunità essena (una setta 
religiosa i cui adepti vivevano nella regione del Mar Morto 
e che sono conosciuti per la loro disciplina e integrità 
morale). Ousely riferisce che il manoscritto è stato 
conservato in un monastero buddista tibetano, "dove era 
stato nascosto da alcuni membri della comunità essena 
perché si salvasse dalle mani dei contraffattori." 
 
Se fossero autentici, i manoscritti di Ousely sarebbero i 
più antichi e completi scritti cristiani esistenti: un 
testo aramaico originale rimasto inalterato fin dai tempi 
del suo impiego nella antica chiesa cristiana di 
Gerusalemme. Gli studiosi che ritengono il testo autentico 
concludono che si tratta del Vangelo originale su cui si 
sono basati i quattro Vangeli del Nuovo Testamento. Questo 
può essere vero o no, ma le informazioni che contengono 
sono innegabilmente a favore dell'ideale vegetariano. Come 
precauzione, nel 1904 Ousely trasferì a un suo amico fidato 
i diritti dell'opera, con la richiesta di "non farlo cadere 
in mano ai fanatici, né romani né anglicani". 
 
Il prezioso manoscritto di Ousely, intitolato The Gospel Of 
The Holy Twelve è sopravvissuto fino a oggi. 
 
Secondo il manoscritto, prima della nascita di Gesù, 
l'angelo disse a Maria: "Tu non mangerai carne né berrai 
bevande forti, poiché il bambino sarà consacrato a Dio dal 
ventre di sua madre, e non dovrà assumere né carne né 
bevande forti." 
 
Il valore di questo messaggio celeste, se lo si riconosce 
come documento storico, è la conferma che Gesù era il 
messia della profezia del Vecchio Testamento: "Poi il 
Signore stesso vi darà un segno. Udite, una giovane donna 
concepirà e porterà in seno un figlio, e il suo nome sarà 
Emanuele. Mangerà burro e miele, per saper rifiutare il 
male e scegliere il bene" (Isaia 7. 14, 15). Il testo 
continua spiegando che la comunità in cui vivevano Giuseppe 
e Maria non uccideva l'agnello per celebrare la festa del 
Passaggio. 
 
Questa descrizione della comunità in cui nacque Gesù 
sottolinea perché egli amasse gli animali e gli uccelli fin 
dall'infanzia: "E in un certo giorno il bambino Gesù andò 
in un luogo dove era stata preparata una trappola per gli 
uccelli e c'erano dei ragazzi. E Gesù disse loro: "Chi ha 
preparato questa trappola per le innocenti creature di Dio? 
Udite, in una trappola essi a loro volta cadranno." 
 
In questi testi ritenuti inalterati, non ci sorprende che 
Gesù predichi il rispetto per tutte le creature, non solo 
per l'uomo: "Siate rispettosi, siate gentili, siate 
compassionevoli, siate buoni, non solo verso i vostri 
simili, ma verso tutte le creature posto sotto la vostra 
tutela; perché voi siete per loro come dèi, a cui guardano 
per le loro necessità." 
 
Gesù continua spiegando che è venuto per mettere fine ai 
sacrifici di sangue: "Sono venuto a porre fine ai sacrifici 
e ai banchetti di sangue, e se non smetterete di offrire e 
mangiare carne e sangue, l'ira divina non si allontanerà da 
voi; proprio come accadde ai vostri padri nel deserto, che 
desiderarono la carne, e ne mangiarono a sazietà, e si 
riempirono di marciume e furono consumati dalla peste". 
 
Del miracolo dei pani e dei pesci, come già detto (vedi 
Quinto: Non Uccidere), non si ha traccia in questi antichi 
manoscritti. Si parla invece di un miracolo di pane, frutta 
e una brocca d'acqua. "E Gesù pose il pane e la frutta 
dinanzi a sé, e anche l'acqua. E loro mangiarono e bevvero, 
e furono sazi. E si meravigliarono, perché ognuno aveva 
avuto più che abbastanza, ed erano più di quattromila. E se 
ne andarono, ringraziando Gesù per quello che avevano 
sentito e visto." 
 
Questi antichi documenti dicono che Gesù seguiva 
un'alimentazione speciale, essenzialmente vegetariana: "E 
udendo queste cose, un certo Sadduceo, che non credeva 
nelle cose sante di Dio, chiese a Gesù: "Per favore, dimmi 
perché hai detto di non mangiare la carne degli animali. 
Forse che le bestie non sono state date all'uomo come cibo, 
proprio come i frutti e le erbe di cui parli?" Gesù gli 
rispose: "Guarda questo melone, il frutto della terra." E 
Gesù aprì in due un melone e disse ancora: "Guarda con i 
tuoi stessi occhi il buon frutto della terra, la carne 
dell'uomo, e guarda i semi che contiene, e contali, perché 
un melone ne fa mille volte tanti e anche di più. Se pianti 
questo seme, mangerai dal vero Dio, perché non è stato 
versato sangue, no, niente dolore o grida hai sentito con 
le tue orecchie o visto con i tuoi occhi. Il vero cibo 
dell'uomo viene dalla madre della terra, perché lei trae 
doni perfetti dall'umile terra. Ma tu ricerchi ciò che 
Satana ha dato, l'angoscia, la morte e il sangue delle 
anime viventi a prezzo della spada. Non lo sai, tu, che chi 
vive della spada, muore poi della stessa morte? Vai per la 
tua strada allora, e pianta i semi del buon frutto della 
vita, e smetti di ferire le innocenti creature di Dio." 
 
Gesù condanna anche coloro che cacciano gli animali: "E 
mentre Gesù camminava insieme ad alcuni suoi discepoli, si 
imbatterono in un uomo che addestrava i cani a cacciare 
altre creature. Vedendo questo, Gesù disse all'uomo: 
"Perché fai questo lavoro sciocco?" E l'uomo rispose 
dicendo: "In questo modo mi guadagno da vivere; a che cosa 
servono queste creature? Sì, queste creature sono deboli e 
meritano di morire, mentre i cani, loro sono forti." "E 
Gesù guardò l'uomo con espressione triste e disse: "A te 
mancano davvero la saggezza e l'amore superiori perché, 
guarda, tutte le creature cui Dio ha dato la vita hanno un 
proprio scopo e fine nel regno della vita, e chi può 
giudicare che cosa c'è di buono in esso? O quale profitto 
per te, o per l'umanità? Perché non è tua competenza 
giudicare il debole inferiore al forte, dato che il debole 
non è stato dato all'uomo per fargli da cibo e da 
divertimento... Maledetto colui che con l'astuzia ferisce e 
distrugge le creature di Dio! Sì, maledetti i cacciatori, 
perché saranno cacciati, e per mano di uomini indegni 
riceveranno la stessa misericordia che hanno mostrato alle 
loro prede innocenti, la stessa! Abbandona questa folle 
attività di uomo malvagio, fai ciò che è buono agli occhi 
del Signore e sii benedetto, non essere la causa della tua 
condanna." 
 
Infine, in questi primi manoscritti leggiamo che Gesù in 
realtà rimproverò aspramente i pescatori, nonostante 
fossero i suoi maggiori sostenitori: "E un altro giorno, si 
pose nuovamente la questione del mangiare cose morte, e 
alcuni dei più recenti discepoli di Gesù si raccolsero 
intorno a lui e domandarono: "Maestro, in verità tu conosci 
tutte le cose e la tua saggezza della Sacra Legge è 
superiore a qualsiasi altra; spiegaci, dunque, mangiare le 
creature del mare è in accordo alla legge, come dicono 
alcuni?" "E Gesù li guardò con occhi tristi, poiché sapeva 
che erano ancora uomini ignoranti e i loro cuori erano 
induriti dalle false dottrine dei demoni, e disse loro: 
"Osservate i pesci dell'acqua, mentre stiamo sulla riva del 
mare e guardiamo le acque di molte vite. Sì, l'acqua è il 
loro mondo, proprio come la terra asciutta appartiene 
all'uomo; io vi chiedo, forse che i pesci vengono da voi a 
chiedere la terra asciutta o i suoi cibi? No. E allo stesso 
modo non è in accordo alla legge che voi andiate in mare a 
chiedere cose che non vi appartengono; perché la terra è 
divisa in tre regni di anime: uno della terra, uno 
dell'aria e uno del mare, ognuno secondo il proprio genere. 
L'Essere Eterno ha disposto che in ciascuno di essi fosse 
lo spirito della vita e il Soffio Divino, e ciò che Egli ha 
dato liberamente alle Sue creature, né gli uomini né gli 
angeli possono riprendere o reclamare come proprio." E' 
interessante notare che, quando Gesù istruì i suoi 
discepoli, che erano ebrei, sulla nuova dieta (vegetariana) 
che avrebbero adottato, essi lo criticarono: "Tu parli 
contro la Legge"; evidentemente riferendosi alla 
permissione di mangiare carne, che compare in diversi punti 
dell'Antico Testamento. 
 
La memorabile risposta di Gesù a tale riguardo è 
estremamente rivelatrice: "In verità, non parlo affatto 
contro Mosè, né contro la Legge, che egli ha concesso data 
la durezza dei vostri cuori. In verità vi dico, all'inizio 
tutte le creature di Dio traevano il loro nutrimento solo 
dalle erbe e dai frutti della terra, finché l'ignoranza e 
l'egoismo dell'uomo non li trasformò in ciò che era 
contrario alla loro abitudine originale; ma perfino loro 
torneranno al cibo naturale; poiché così è stato scritto 
dai profeti, e le loro parole non sbagliano." 
 
 
I PRIMI CRISTIANI E I CRISTIANI D'OGGI 
 
"Non essere tra quelli che si inebriano di vino, né fra 
coloro che son ghiotti di carne!" 
 
 
Proverbi 23. 20 
 
Si sa poco (almeno ufficialmente) dell'alimentazione di 
Gesù. 
 
Si sa, tuttavia, che i primi cristiani e i cronisti della 
tradizione cristiana che appoggiavano il vegetarianesimo 
erano molti, inclusi luminari come San Girolamo, 
Tertulliano, San Giovanni Crisostomo, San Benedetto, 
Clemente, Eusebio, Plinio, Papias, Cipriano, Pantaneo e 
John Wesley, per nominarne solo alcuni. 
 
Molti testi affermano che i dodici apostoli erano 
vegetariani, e che i primi cristiani si astenevano dal 
mangiare carne. 
 
Per esempio, San Giovanni Crisostomo (345-407 d.C.), uno 
dei più importanti esponenti letterari del cristianesimo 
del suoi tempi, scrisse: "Noi capi cristiani pratichiamo 
l'astinenza dalla carne di animali per sottomettere il 
corpo... mangiare carne è innaturale e impuro". 
 
Clemente d'Alessandria (160-240 d.C.), uno dei primi 
accademici della Chiesa, senza dubbio esercitò grande 
influenza su Crisostomo, infatti poco più di cent'anni 
prima aveva scritto: "Ma coloro che indugiano intorno a 
tavole di fiamme, nutrendo la loro stessa malattia, sono 
governati da un demone estremamente lussurioso, che non ho 
vergogna di chiamare il demone della pancia, il peggiore di 
tutti i demoni... E' molto meglio essere felici che rendere 
i nostri corpi simili a tombe di animali. Di conseguenza, 
l'apostolo Matteo si nutriva di semi, noci e vegetali, 
niente carne." 
 
Il Clementine Homilies, scritto nel II secolo dopo Cristo, 
è considerato uno dei più antiche testi cristiani dopo la 
Bibbia, basato sulle predicazioni di San Pietro. Homili XII 
dichiara orgogliosamente: "Il consumo innaturale di carne è 
contaminante quanto la pagana adorazione dei demoni, con i 
suoi sacrifici e i suoi festini impuri, e quando vi prende 
parte l'uomo diviene un compagno di tavola dei diavoli". 
 
Chi siamo noi per contraddire San Pietro? 
 
Non solo, si dibatte tra studiosi sulle pratiche alimentari 
di San Paolo, nonostante l'attitudine altezzosa dei suoi 
scritti nei confronti dell'alimentazione. Gli atti 24:5 
parlano di Paolo come di un membro della setta dei 
Nazareni, setta che seguiva i principi degli Esseni, 
compreso il vegetarianesimo. 
 
Inoltre, secondo quanto scrive Edgar Goospeed nel suo libro 
History of Early Christianity, è esistito un tempo un "Atto 
di Tommaso", a cui facevano riferimento le prime sette 
cristiane. Il documento afferma che anche San Tommaso si 
asteneva dal mangiare carne. 
 
Allo stesso tempo, veniamo a sapere dall'eminente padre 
della Chiesa Eusebio (264-349 d. C.), il quale a sua volta 
cita Hegesippus (circa 160 d. C.), che Giacomo, considerato 
da molti il fratello di Cristo, rifiutava di mangiare la 
carne degli animali. 
 
Tuttavia, la storia riferisce che la cristianità 
organizzata gradualmente si allontanò dalle sue origini 
vegetariane, anche se i primi padri della Chiesa seguivano 
un regime senza carne. In tempi più recenti, anche la 
Chiesa cattolica aveva stabilito che i cattolici praticanti 
osservassero almeno alcuni giorni di digiuno e si 
astenessero dal mangiare carne al venerdì. Ma perfino 
questa restrizione (ridicola) è stata ridotta, quando nel 
1966 la Conferenza Cattolica degli Stati Uniti ha deciso 
che è sufficiente che i cattolici si astengano dal mangiare 
carne il venerdì di Quaresima. 
 
Molti dei primi gruppi cristiani sostenevano la scelta di 
vita vegetariana, segno evidente che gli insegnamenti di 
Gesù di Nazareth (vedi Quinto: non uccidere. Le parole del 
Cristo) fossero chiare ed inequivocabili, almeno all'epoca. 
 
Gli scritti dell'antica Chiesa indicano che ufficialmente 
il consumo di carne non fu permesso fino al IV secolo dopo 
Cristo, quando l'imperatore Costantino decise che tutti 
dovevano adottare la sua visione del cristianesimo. 
 
Una interpretazione della Bibbia a favore del mangiare 
carne divenne il credo ufficiale dell'Impero Romano, e i 
cristiani vegetariani dovevano seguire la regola in 
segreto, con il rischio di essere messi a morte per eresia. 
I cristiani del Medioevo vennero rassicurati da Tommaso 
D'Aquino (1225-1274 d. C) sul fatto che uccidere gli 
animali era sancito dalla divina provvidenza. Forse le 
abitudini perdonali di D'Aquino hanno influenzato la sua 
opinione, perché, pur essendo sotto molti aspetti un 
asceta, i suoi biografi lo descrivono come un goloso. 
D'Aquino inoltre era famoso per la sua dottrina sui vari 
tipi di anima che un corpo può possedere (altra bizzarra e 
inconsistente teoria). Gli animali, insegnava, non hanno 
l'anima. E' da notare che, sempre secondo le farneticazioni 
di D'Aquino, inizialmente neanche le donne avevano 
un'anima! Poi, però, ricordandosi che la Chiesa si era 
addolcita e aveva ammesso che in realtà le donne hanno 
un'anima, d'Aquino a malincuore accondiscese che fossero un 
gradino più su degli animali, i quali certamente non 
l'avevano (malgrado nella Bibbia, Genesi 1. 30, Dio stesso 
affermi il contrario... ma evidentemente d'Aquino l'aveva 
dimenticato). 
 
Comunque si vogliano interpretare gli insegnamenti 
successivi del cristianesimo, le sue espressioni più 
antiche (e molte delle sette ebraiche da cui derivavano) 
predicavano l'ideale vegetariano. 
 
E' tutt'altro che sorprendente dunque la loro attitudine 
generale nei confronti degli animali; Nazareni, Terapeuti, 
Ebioniti, Gnostici ed Esseni, tutti avevano scelto di 
vivere senza cibarsi di carne. 
 
I Montanisti, un'altra delle prime sette cristiane, si 
astenevano dai cibi carnei, e così anche Tertulliano, uno 
dei primi padri della Chiesa. Origene (185-254 d. C.), 
forse il pupillo più noto di Clemente e uno degli scrittori 
più prolifici dei primi anni della Chiesa, aveva davvero 
colto nel segno parlando di coloro che avrebbero appoggiato 
il consumo di carne: "... credo che i sacrifici animali 
siano stati inventati dall'uomo come pretesto per mangiare 
carne". (Stromata, "Sui Sacrifici", Libro VII). Anche 
confessioni cristiane più recenti hanno sostenuto il 
vegetarianesimo. Ellen G. White, uno dei fondatori della 
Chiesa Avventista del Settimo Giorno, era un ardente 
vegetariano, così come John Wesley, il fondatore del 
Metodismo. Sylvester Graham, il ministro presbiteriano, era 
un sostenitore dell'ideale vegetariano. Trappisti, 
Benedettini e gli Ordini Cathusian della Chiesa Cattolica 
Romana, così come altre organizzazioni cristiane quali il 
Movimento Gnostico Universale e i Rosa croce, tutti 
promuovono la scelta vegetariana. 
 
San Francesco, nonostante le ingiustificate accuse di 
essere un vegetariano incoerente, era in realtà un convinto 
difensore degli animali, che amava e rispettava come se 
stesso. 
 
Si tratta di coincidenze? O forse tutte questi gruppi, 
questi insieme di credenti erano in realtà pazzi? Non è 
forse "probabile" che seguissero semplicemente i precetti 
di Dio e rispettassero la natura? 
 
E non è forse vero che l'uomo decise di sua spontanea 
volontà di ignorare i comandamenti del suo Dio solo per 
mangiare un piatto di carne saporita? 
 
 
QUAL'E' LA VERITA' DELLA BIBBIA? 
 
"Chi ha ucciso un bue è come se avesse ammazzato un uomo." 
Isaia, 66. 3 
 
Molte sono le interpretazioni del messaggio della Bibbia, 
come molta è la confusione che esso ha generato, genera e 
genererà. 
 
Chi mangia carne, sostiene che anche Cristo ne facesse uso. 
 
Chi è vegetariano, sostiene invece che non solo Cristo non 
mangiasse carne, ma che Dio stesso ne proibisce l'uso, in 
tutti i casi. 
 
Da quale parte si trova la verità? E' ovvio - e su questo 
punto sono sicuro che tutti la pensino in egual maniera - 
che sia solo una la verità che la Bibbia intende comunicare 
ai suoi lettori. 
 
E' inammissibile e incoerente che possano coesistere due 
verità: una escluderebbe automaticamente l'altra. 
 
Analizziamo alcuni passi della Sacra Bibbia, partendo dal 
Vecchio Testamento. 
 
Il Vecchio Testamento è il punto di partenza migliore per 
intraprendere uno studio su cristianesimo e 
vegetarianesimo. 
 
Il Vecchio Testamento parla soprattutto degli ebrei che 
ricevono le legge di Dio e che in seguito vengono puniti da 
Dio per averla infranta. 
 
Senza dubbio, il passo più importante per chi sostiene la 
tesi vegetariana è questo: 
 
Poi Dio disse: "Ecco, Io vi dò ogni erba che produce seme e 
che è su tutta la terra, e ogni albero in cui è il frutto, 
che produce seme; saranno il vostro cibo. 
 
A Tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo 
e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali 
è alito di vita, Io dò in cibo ogni erba verde." 
 
E Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto 
buona. 
(Genesi, 1. 29,31) 
 
Sembra piuttosto chiaro il messaggio di Dio, il quale 
"dona" agli uomini e agli animali (posti sullo stesso 
piano, badate bene) ogni erba che produce seme ed ogni erba 
verde, così come ogni albero in cui c'è frutto che produce 
seme. 
 
Non sembra affatto nelle sue intenzioni permettere agli 
uomini di fagocitare immotivatamente la carne degli 
animali. 
 
Se Dio aveva considerato "molto buone" le sue prescrizioni 
originali riguardo al cibo, perché avrebbe aggiunto in 
seguito tante istruzioni sul mangiare carne? 
 
Alcuni sostengono, infatti, che nella Genesi 9. 3, la 
Bibbia permette agli uomini di mangiare carne: "Ogni cosa 
vivente che si muove sarà cibo per te". 
 
Ma molti dimenticano - o vogliono dimenticare, per 
convenienza - che era in occasione del diluvio universale, 
quando a Noè veniva offerto un espediente per superare un 
momento particolarmente difficile, poiché tutta la 
vegetazione era stata distrutta. 
 
Dio, quindi, diede senza dubbio a Noè il permesso - non il 
comandamento - di mangiare carne. 
 
Infatti, nel verso immediatamente seguente - Genesi 9. 4 - 
dopo aver dato il permesso di mangiare tutto ciò che si 
muove, Dio ci ricorda ancora una volta che idealmente non 
dovremmo mangiare carne, o almeno non il suo sangue (che 
poi è la stessa cosa): "Ma non dovreste mangiare la carne, 
con la sua vita, cioè il sangue". Inoltre, il verso 
successivo afferma con chiarezza che chi uccide gli animali 
sarà a sua volta ucciso da quelle stesse creature: "E io 
reclamerò la tua vita per mano di ogni creatura da te 
uccisa..." 
 
In realtà alcuni studiosi osservano che quando a Noè viene 
concesso di mangiare qualsiasi cosa si muova, l'esatto 
termine greco impiegato dal Septuagint è herpeton, che 
letteralmente significa "rettile". Quindi, in una 
situazione in cui non era possibile trovare altro cibo, Dio 
diede a Noè il permesso di mangiare crostacei e molluschi, 
come vongole, abalone, aragoste e lumache. 
 
Questa puntualizzazione sembra più coerente con la Genesi 
9. 4, che proibisce a Noè di mangiare animali con il sangue 
(gli era stato dato il permesso solo per animali a sangue 
freddo), e comunque solo come concessione temporanea. 
 
I Cinque Libri di Mosè portano un altro esempio di quando 
Dio, come concessione temporanea, permise agli Israeliti di 
mangiare carne, ma anche allora si trattava di circostanze 
disastrose. 
 
Dopo essere fuggiti dall'Egitto, gli Israeliti vagarono 
quarant'anni nel deserto. Dio provvide loro il cibo nella 
forma della manna ("il sostegno della vita"), una 
miracolosa sostanza vegetale che contiene tutti gli 
elementi necessari a sostenere la vita. 
 
Gli israeliti però si stancarono della manna, racconta la 
Bibbia, così Dio fece in modo di dare ai figli di Israele 
della carne sotto forma di quaglie. 
 
Perché quaglie? C'era forse qualche insegnamento nascosto 
che Dio voleva comunicare? Numeri 11. 18,34 contiene la 
risposta. Nel verso 20 Dio dice loro di "mangiare la carne 
finché vi uscirà dalle narici e ne sarete nauseati...". Il 
verso 33 riferisce "prima ancora che avessero la carne tra 
i denti, una grave pestilenza li colpì". Quindi è vero che 
cambiarono cibo come desideravano, ma è altrettanto vero 
che Dio era scontento della loro scelta, poiché Dio - com'è 
logico - poneva e pone uomini e animali sullo stesso 
identico piano, essendo entrambe "sue" creature, ed avendo 
entrambe il medesimo diritto di vivere serenamente l'intero 
arco di vita terreno. 
 
Fonte: http://web.tiscalinet.it/vitasenzacarne 
 
 
IMPORTANTE: 
 
La redazione di Promiseland ha ritenuto doveroso pubblicare 
questa interessante ed approfondita inchiesta sul perchè i 
cristiani dovrebbero essere i primi ad adottare 
un'alimentazione vegetariana in pieno rispetto della vita e 
della dignità di ogni essere vivente. 
 
Vogliamo però chiarire che Promiseland non è identificabile 
con nessuna identità religiosa. In sostanza, pur volendo 
dare maggiori informazioni a chi si definisce cristiano 
senza aver mai avuto la possibilità di conoscere il vero 
messaggio originale del Cristo, riteniamo che nessuna 
religione avrebbe comunque l'autorità per permettere 
l'uccisione di esseri viventi più deboli. Vorremmo 
ricordare che uccidere è SEMPRE un atto criminale e 
profondamente immorale chiunque ne sia l'ispiratore... 
Cristo, il presidente della repubblica o il macellaio sotto 
casa. 
 
Sauro Martella.

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